mercoledì 1 marzo 2017

LA LA LAND - Cinema Stellato


Premetto che per me non sarà facile essere oggettiva su questa pellicola perché i protagonisti fanno parte della lista dei miei attori preferiti, in particolare Emma Stone che ammiro per la spontaneità con cui interpreta ogni ruolo assegnatole, non preoccupandosi di apparire sempre perfetta alla cinepresa mettendo al primo posto la recitazione.


Questo film ha letteralmente fatto il giro del mondo portandosi a casa (quasi) ogni premio possibile: Oscar come migliore attrice protagonista, miglior regia, migliore canzone per il brano "City of Stars", miglior colonna sonora, miglior fotografia e scenografia.
Chazelle decide di dare nuovamente vita ad un genere quasi dimenticato sul grande schermo: il musical. Cerca di creare una nuova coppia del cinema che possa permanere nel tempo: Mia e Sebastian magistralmente interpretati dai due protagonisti.
Ryan ha dovuto studiare per mesi il pianoforte fino a raggiungere un livello tale da riuscire a suonare senza il piano senza l'ausilio di una controfigura e Emma, abituè dei musical grazie a Boradway, ha dovuto anche lei allenarsi duramente per rendere perfetti i balletti.
"Abbiamo lavorato molto alla preparazione con la coreografa Mandy Moore e per due mesi abbiamo provato ogni giorno" Dichiara l'attrice "E' stato molto divertente, perché avevo già fatto danza in passato, ma questa volta ho dovuto imparare il tip tap, e danza jazz e da sala, un linguaggio completamente nuovo."
Un film che ad una prima impressione se si trascende la bravura degli attori può sembrare banale, ma in realtà mi ha stupito con un finale che non mi aspettavo. Ha un gusto retrò che lo trasforma quasi in un omaggio alle grandi opere che ci sono state prima di lui.
Ho sentito opinioni discordanti su questa pellicola, ma devo ammettere che l'ho veramente apprezzata. Probabilmente è stato fatto talmente tanto rumore prima dell'uscita che le aspettative non erano alte, ma stellari, e quindi difficili da accontentare. Però anche se si è trattato di un musical (genere che non prediligo) mi ha coinvolta.

Il mio giudizio su "La la land" è sicuramente positivo, qual'è invece il vostro? 

_Giulietta_


lunedì 27 febbraio 2017

Pieve Cipolla - Anteprima

Queste giornate dall'involucro primaverile mi rendono un poco irritabile. Più che altro perché ti illudono subdolamente con la prospettiva di una calda settimana di sole e solamente quando tu decidi di uscire di casa con una giacca più sottile del solito ti colpiscono alle spalle con un abbassamento della temperatura di dieci gradi. Noi però non siamo i tipi che si abbattono per così poco, quindi tiriamoci immediatamente su il morale con una nuova anteprima!

Pagine: ebook 381; 312 cartaceo
Prezzo: ebook 5,99 €; cartaceo 15,90 €
Link acquisto:   le mezzelane

TRAMA
Pieve Cipolla, nelle Alpi bergamasche, uno dei tanti borghi delle nostre splendide vallate, è nato dalla fantasia dell’Autore. Non affannatevi a ricercarlo sulle cartine geografiche. Non lo troverete. In buona parte è però stato creato sulla base delle caratteristiche che accomunano i nostri paesini montani con economie basate sulla pastorizia, sull’agricoltura, sull’artigianato locale, dove gli anziani trascorrono il loro tempo giocando a carte, a bocce, bevendo qualche bicchiere di vino rosso in compagnia e raccontandosi le storie di tutti i giorni, perfino quelle che parlano di mostri orribili, creature terrificanti che giurano di aver visto tra i boschi e i pascoli della valle. I giovani attendono il momento propizio per lasciare il loro luogo natio, alla ricerca di fortuna altrove, dove le industrie, quelle vere, possono offrire opportunità concrete per le loro carriere e ambizioni, soddisfacendo parimenti il loro desiderio di evasione e di libertà. Questi paesini si depauperano ogni giorno, ma alcuni riescono fortunatamente a sopravvivere, conservando le loro economie ataviche, pur con enormi difficoltà e problemi. In questi borghi, tra le nostre montagne, tre sono le autorità riconosciute, quelle attorno alle quali ruotano il mondo rurale e gli interessi dei loro abitanti: l’autorità religiosa, rappresentata dal parroco del paese, sempre disponibile ad aiutare i suoi parrocchiani e impegnato nella cura delle anime; quella sociale e politica, impersonata dal primo cittadino eletto a tale carica e quella legale, che assicura la sicurezza e l’ordine del paese e che è garantita dal maresciallo dei Carabinieri. Esistenze, modi di intendere la vita, interessi e personalità talvolta diversi gli uni dagli altri, ma con il medesimo fine: cercare di donare benessere e prosperità alla comunità, costituita da paesani dalle mani callose e dalla cultura non sempre sviluppata, alla perenne ricerca di stratagemmi per raggranellare il necessario per sbarcare il lunario, talvolta utilizzando anche mezzi non propriamente leciti. In questi borghi, spesso difficilmente raggiungibili, dove talvolta il forestiero è guardato con ostilità, due qualità, mescolate tra loro, contribuiscono a forgiare il carattere degli abitanti: la generosità, estrinsecata nell’aiuto al prossimo e nel soccorso ai più deboli e l’orgoglio di avere in comune la nascita in quella valle, di sentirsi membri privilegiati di un’enclave che già era appartenuta ai loro padri, e ai nonni e ai nonni dei nonni. In genere questo porta gli abitanti della valle a diffidare degli stranieri, coloro che non abitano in valle, e a interessarsi, talvolta in modo eccessivo, dei fatti altrui, senza però che ciò venga visto come invasione della privacy o sconfinamento nella sfera privata. Questo comune provare un marcato senso di appartenenza dà agli abitanti di questi borghi il coraggio della critica e dello scambio di vedute, ma li rende anche proni a emettere giudizi affrettati e non sempre rispondenti a realtà, a una certa predisposizione al pettegolezzo e in alcuni casi anche a cavalcare la maldicenza e la ritorsione, portata a termine con piccoli dispetti.
Un romanzo alla Guareschi, l’ideatore di Peppone e don Camillo ma senza politica e con molti personaggi maschili e femminili che ruotano attorno agli amici dello scopone scientifico che si incontrano tutti i pomeriggi al Circolo Bocciofila Ungaretti, davanti a un buon bicchiere di vino e che si raccontano e confidano le loro avventure, le loro aspirazioni, le loro vite e anche i loro amori.

COSA NE PENSATE?

_Giulietta_ 

venerdì 24 febbraio 2017

Becoming jane - Cinema Stellato


Prima che il mio storico computer decidesse di abbandonarmi mi ero dedicata quasi casualmente alla visione di "Becoming Jane, il ritratto di una donna contro" di Julian Jarrold. Oggi finalmente
rientrata in possesso del mio aggeggio elettronico di fiducia (forse ha deciso di disertare proprio a causa del mio appellativo) posso scrivervi tutte le mie impressioni su questo film che diciamocelo, non poteva non piacermi.
Stavo bazzicando bellamente su Netflix quando fra le pellicole consigliate è comparsa questa! Leggendo la trama mi resi conto che si trattava della semi-biografia di Jane Austen. Diciamo che non ho avuto bisogno di sapere altro.
Ho impostato la lingua (Inglese, per non sentirmi troppo in colpa a sottrarre tempo allo studio), i sottotitoli (non sono ancora così brava) e mi sono stravaccata nel letto con la mia coperta di fiducia la mag di Londra.
La prima cosa che mi ha stupito è stata la scelta di un cast di eccellenze. Si comincia dal bravissimo James Mcavoy (Thomas Lefroy) da poco sul grande schermo con l'acclamato Split per passare alla protagonista interpretata da Anna Hathaway che con il suo spirito calza a pennello il ruolo affidatole. Julie Walter (Mrs. Austen) che ricordiamo per il ruolo di Molly Weasley e la fantastica Maggie Smith  (che per me sarà per sempre la professoressa McGranitt) che ironia della sorte nel film ha un nipote che porta proprio il nome di Weasley; ammetto di aver trovato la cosa un poco esilarante. 
La pellicola ha durata di 120 m e per gli amanti del genere penso sia veramente un film da vedere. Io l'ho apprezzato davvero molto sia per la bravura degli attori principali sia per la storia narrata. Gli amanti delle opere della Austen non potranno dar altro che trovare un riferimento dietro l'altro e probabilmente è proprio questa la forza del film. Certo non è "Orgoglio e Pregiudizio" a mio parere imbattibile, ma riesce comunque a coinvolgere lo spettatore trasportandolo nella vita di Jane facendoci sognare ancora una volta.

AVETE VISTO QUESTO FILM? COSA NE PENSATE? 
_Giulietta_ 

giovedì 2 febbraio 2017

RINGRAZIAMENTI


Ammetto di non averci creduto all'inizio. Ero la prima a non essere fiduciosa, ma sì ... è possibile! 

Si può sopravvivere alla sessione invernale universitaria. Voi piccole matricole spaventate che vi

ritrovate in un mondo nuovo ad affrontare situazioni sconosciute, fatevi forza, perché ... Si. Può. Fare.  
Ho detto tutto questo solamente per comunicarvi che finita la sessione invernale ho avuto qualche giorno di relax prima di ricominciare le lezioni. (si sono una persona logorroica). Giorni che ho impiegato per fare una cosa che penso spaventi ogni blogger che si rispetti: Ho aperto la mia casella di posta e ho fatto ordine! 

Chiedo infatti umilmente scusa a tutti coloro a cui ho risposto con mesi e mesi di ritardo, ma purtroppo sono una persona disordinata e spesso mi perdo qualcosa. 

Una delle tante cose (mi sono fatta una lista, spero di non perdere anche quella) che volevo fare, ma che non ho ancora fatto, era ringraziare tutti i blog che gentilmente hanno deciso di segnalare o recensire INSIEME, il mio romanzo d'esordio. Perciò questo post è dedicato a loro! 


First, il blog della scrittrice Cristina Vichi (autrice di "Celeste" e "E se poi te ne penti!?") che ha creato la prima recensione del mio romanzo e mi ha anche donato consigli preziosi. 


Spero di non aver dimenticato nessuno e mi auguro che questo elenco possa crescere sempre di più, per adesso mi limito a ringraziare queste blogger per l'impegno che mettono nella loro passione. 

_Giulietta_ 


giovedì 19 gennaio 2017

NARRATE' - la lettura ha scoperto l'acqua calda



Il mio rapporto con le bevande calde in generale è sempre stato qualcosa di conflittuale, una battaglia che si è evoluta nel tempo esplicandosi (che parole) in diverse fasi della vita. 

Prima fase: quella del "LATTE" dagli zero ai sei anni. 
Tazzone strapieno e ustionante bevuto al mattino possibilmente accompagnato da cereali (messi lentamente nell'intruglio caldo in modo che non si smollassero) oppure da biscotti, non pucciati, ma mangiati a parte per evitare il fastidioso tuffaggio e successiva ricerca di residui dolciari all'interno del recipiente. Quando mi sentivo più trasgressiva (stiamo sempre parlando dei sei anni) lo accompagnavo con il famoso nesquick (non si tratta di pubblicità occulta, ma mera tradizione). 


Seconda fase: "IL NULLA" dai sei ai diciott'anni.
Un periodo durato una vita in cui al mattino il mio stomaco si rifiutava di ricevere qualsiasi sostanza liquida a lui proposta. Devo congratularmi con mia mamma che le ha provate tutte: Tè, spremuta d'arancia, orzo (il più temuto), succhi e caffè, ma non c'era proposta che io accettassi. Testarda come pochi dopo mezzo biscotto e un sorso d'acqua (che tristezza) ero pronta per andare a scuola, illusa di aver fatto colazione, ponendomi incredula domande sul perché alla prima ora mi venisse già fame e dovessi rimpinzarmi almeno con un panino e una fetta di torta. Cosa dite voi? Sarà stata la crescita?

Terza fase: "QUALSIASI COSA CONTENGA TEINA O CAFFEINA" dai diciotto fino ad ora (credevate veramente che vi avrei rivelato la mia età eh?! Invece no!)
Penso che ci sia un momento nella vita di tutti, che per me ha coinciso con il periodo della maturità, in cui il nostro corpo richiede espressamente d'ingurgitare qualcosa che ci tenga svegli. Situazione che naturalmente, una volta avviata, ci perseguita per tutta la vita; che si debba studiare per un esame o svegliarsi presto al mattino per andare a lavoro non importa, ci vuole qualcosa che dia la carica. Per questo ho sviluppato una predilezione per la caffeina al mattino, e per sentirmi un po' British il tè delle cinque (poi ci credo che non dormo). 

Per questo essendo ancora nel pieno della terza fase della mia vita quando ho intravisto fra i post della mia bacheca facebook la notizia che esiste in commercio un ibrido fra un tè e un libro che permette di ottimizzare i 5 minuti dell'infusione non potevo credere ai miei occhi. 

Sono i "narratè"! Un progetto nato con la startup "narrafood" creta nel 2015 con lo scopo di unire
cibo e cultura in un binomio perfetto.  Il primo progetto di narrativa riguarda ricreare sia attraverso gli aromi delle infusioni, sia attraverso i racconto l'atmosfera delle grandi città italiane come Milano, Venezia e Firenze. Il progetto però è molto più vasto e vorrebbe piano piano comprendere non solo il territorio, ma anche la letteratura, la cultura e la religione. Ogni aspetto della vita insomma, che possa essere racchiuso in 5 minuti.

Un progetto ambizioso e innovativo che io sinceramente ammiro molto, anche per la coscienza ambientale che l'azienda sembra voglia mettere nei propri prodotti con l'utilizzo di carta 100 % riciclabile.

Sembra che la lettura abbia veramente scoperto l'acqua calda arrivando all'essenza dell'infusione della vita. Che aspettiamo allora, io voglio provarla  e voi? 


_Giulietta_ 

giovedì 12 gennaio 2017

Miss you - Recensione

Queste fredde giornate d'inverno ( -10 .. ma siamo pazzi?) sono fatte solamente per una cosa: mettersi nel letto ricoperti da una colorata e morbida coperta a mò di involtino primavera con una tazza di tè fumante in una mano e un bel libro nell'altra.
Per questo quello che vi aspetta oggi è una recensione, che vi avevo promesso un paio di giorni fa, quella di MISS YOU!


RECENSIONE 

Non è facile essere sinceri con sé stessi e spesso, anche se tentiamo di mascherarci dietro un volto fittizio da moderni buonisti, il nostro reale pensiero è carico di pregiudizi. Lo stereotipo della bella ragazza priva di cervello è ancora radicato nella nostra cultura, difficile da eliminare non solo dalla mente dei ragazzi, ma anche da quella delle ragazze che spesso condannano a priori un bel sorriso e delle belle gambe. 
Premetto che non è tutta colpa nostra, non è una giustificazione, ma gli esempi che spesso ci vengono proposti, prima di tutto dai media, sono tutt'altro che incoraggianti e per questo si sviluppa inevitabilmente la tendenza di fare di tutta l’erba un fascio.

Perché, vi domanderete, ho iniziato questo discorso platonico che sa molto d’intellettuale? Semplicemente penso che nella nostra analisi si nasconda il messaggio racchiuso nella short story di Sara e Roberta.

Stella, giovane artista intelligente che adora riprodurre su carta sensazioni ed immagini, dopo una storia sfociata in un tradimento pubblico decide di volere la sua rivincita iscrivendosi a Miss Italia e contro ogni previsione vincendo il concorso. Un racconto esplicato in primis dal titolo: MISS YOU, dove miss oltre a richiamare le passerelle illuminate ci rimanda alla mancanza che per tutta la narrazione accompagna la protagonista, linfa vitale delle sue azioni fino a quando il moto generativo che la spinge a prendere decisioni importanti non subisce una svolta decisiva.

Una short story che mi ha appassionato, proprio come era accaduto con “I tramonti del tempo”. Le pagine scorrono fluenti e la brevità del racconto non è un problema anzi, se curata può trasformarsi in un punto di forza, come in questo caso.
I personaggi riescono ad essere ben caratterizzati e nonostante la trama possa apparire ad una prima analisi non troppo originale io l’ho trovata piacevolmente sorprendente grazie ai vari cardini di svolta presenti nella vita della protagonista.
Racconto caldamente consigliato per chi vuole immergersi in una realtà stereotipata vista da un punto di vista diverso e comprendere come a volte pensare a se stessi non sia sinonimo di egoismo. 
Voto: 4.5/5

SIETE D'ACCORDO CON ME? 

_Giulietta_